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A che cosa ti servono le emozioni?

Emozionarti a volte può essere bellissimo, altre volte decisamente meno piacevole.
Dipende dal tipo di emozione che provi.
E’ talmente ovvio che non sembra neanche il caso di dirlo: eppure saperlo non ti mette al riparo dalle conseguenze di certe “tempeste emotive” che a volte arrivano nella tua vita all’improvviso, come quei temporali estivi che se non hai dove ripararti possono essere molto dannosi.

A questo punto sarai d’accordo con me sul fatto che vale la pena di capirle meglio, queste emozioni.

Partiamo allora dalla loro definizione:
l’emozione è la reazione del tuo organismo ad eventi esterni o interiori (di origine psicologica cioè).

L’emozione è una esperienza che ti coinvolge a 360 gradi, perché la esprimi con il corpo, con l’espressione del viso, con la postura, la variazione del battito cardiaco e del tono della voce ed i tuoi pensieri che l’accompagnano.
In molti testi specialistici la parola emozione è associata al concetto di turbamento, nel senso di un evento che turba un equilibrio che prima c’era, ma che poi viene messo in discussione da un accadimento più o meno importante. L’emozione è temporanea, purtroppo e per fortuna (dipende dal tipo di emozione).

Ma, tornando alla domanda iniziale, perché ti emozioni?

Emozionarti serve a dare un segnale forte e chiaro, prima a te e poi al mondo esterno, che hai avvertito un certo cambiamento e che cosa questo cambiamento significa per te.

Ti faccio un esempio: se qualcuno dice qualcosa che ti contraria, che senti essere ingiusta, puoi provare rabbia, più o meno intensamente a seconda di quanto questa cosa è importante per te. Potrai poi decidere se e come esprimere questa rabbia. Ma sai bene che questa è un’emozione non sempre facile da gestire, eppure ti può essere molto utile se sai incanalarla come si deve: la rabbia positiva può aiutarti ad affermare le tue idee, a prendere posizione nei confronti delle ingiustizie, a batterti per quello in cui credi. La rabbia è negativa quando la trattieni dentro di te, quando non la esprimi nel momento giusto.

Questo esempio può farti capire quanto è utile conoscere non le emozioni in generale, ma il TUO modo di emozionarti.

Che cosa ti fa arrabbiare? Che cosa ti rende felice? Come esprimi quello che senti dentro? Quanto ascolti le tue emozioni?

Spesso la parola emotività, emozionarsi, essere emotivi, è stata associata a qualcosa di negativo, come se questa parte di te fosse fragile e poco affidabile.

In parte è vero, ma solo se non l’ascolti con la dovuta attenzione e non te ne prendi cura, proprio come si fa con un bambino che ha bisogno di essere ascoltato e accudito.

E quando questo succede, quando riesci ad ascoltarti con pazienza ed amore, allora questa parte diventa la tua forza, perché sai che cosa ti serve per stare bene, per essere in equilibrio e non lasciarti turbare dagli eventi della vita come una barca senza timone in mezzo ai flutti del mare.

In definitiva quindi le emozioni ti servono ad almeno tre cose:
1. Capire che cosa può turbare (positivamente e/o negativamente) i tuoi equilibri.
2. Esprimere il tuo stato d’animo al mondo.
3. Capire che cosa ti fa stare bene oppure no.

Quindi le emozioni sono una fantastica risorsa a tua disposizione, basta solo conoscerle meglio che puoi.

Commento

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