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Il potere della comfort zone

Secondo la psicologia comportamentale la comfort zone è <La condizione mentale in cui la persona agisce in uno stato di assenza di ansietà, con un livello di prestazione costante e senza percepire un senso di rischio>.

Ognuno di noi ha la propria comfort zone che, come dice la definizione, è innanzitutto uno stato mentale.

Quando sei nella tua comfort zone non senti ansia, perchè è tutto sotto controllo.
Nella pratica la tua comfort zone può assumere diverse forme: può essere la tua casa (o una parte di essa), oppure delle abitudini consolidate, o delle relazioni con persone fidate che ti danno tranquillità.

Il vantaggio della comfort zone è il fatto che al suo interno è tutto prevedibile e controllabile, lo svantaggio è che essendo un posto tanto confortevole sarà difficile allontanartene, e questo potrebbe essere un ostacolo alla tua evoluzione come persona, al tuo miglioramento.

In questo periodo così particolare e anomalo la comfort zone assume però un altro significato: tutti i tuoi riferimenti nel giro di pochissimo tempo sono stati stravolti. La tua quotidianità, le tue abitudini, il lavoro, le relazioni. Tutto quello che conoscevi e potevi controllare ora è cambiato, e hai dovuto nel giro di poco tempo adattarti ad una situazione del tutto imprevista.

Vista l’eccezionalità di questo periodo la comfort zone può esserti molto utile, perché ora hai l’assoluta necessità di ridurre il senso di rischio che puoi percepire, di stare in una condizione mentale il più possibile stabile.

Ora la comfort zone può essere uno spazio che scegli in modo consapevole, che costruisci perchè ti sia innanzitutto (come dice la parola stessa) di conforto.
Può essere uno spazio fisico, anche piccolo (anzi, se è piccolo è meglio) in cui poterti rifugiare in qualsiasi momento senti il bisogno di rassicurazioni, di trovare stabilità. Una sorta di nido sicuro che ti offre riparo.
Come ti dicevo all’inizio del post può essere anche un’abitudine, un piccolo rituale che scegli di fare ogni giorno.

Il senso di sicurezza e stabilità che ne trai potrà darti quella forza necessaria per affrontare sia i giorni di chiusura e limitazione dei tuoi movimenti, ma anche quelli successivi, che al momento sono difficili da prevedere.

Nell’attuale e futura mancanza di riferimenti avere un tuo e personalissimo punto di riferimento esterno ed interno (nel senso di interiore), ti aiuterà a trovare un po’ della stabilità di cui hai bisogno.
Ovviamente non dovrà essere il tuo unico punto fermo, o meglio, non dovrà diventare una sorta di zavorra mentale che potrebbe ostacolare i tuoi futuri movimenti, la tua evoluzione (i rischi della comfort zone di cui ti parlavo prima).

Perchè prima o poi dalla comfort zone dovrai uscire, ma non ora. Adesso goditela, curala e usala per stare meglio.

Ti saluto con questa frase di Fernando Pessoa:

Per arrivare all’infinito, e credo vi si possa arrivare, abbiamo bisogno di un porto, di uno soltanto, sicuro, e da lì partire verso l’indefinito.

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