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Storie di cuori ribelli: Alice Miller e la difesa dei bambini contro la violenza

Con questo di oggi riprendo una serie di post in cui ti racconto delle storie che sono accomunate da un unico filo rosso: parlano di persone che hanno fatto la differenza nei campi in cui si sono misurate.

Persone che con la loro vita possono essere fonte di ispirazione e di incoraggiamento per te che ti misuri più o meno di frequente con la questione di adeguarti alle regole, agli standard e ai percorsi che non sempre corrispondono con i tuoi desideri più profondi, con la tua vera essenza.

Perché sapere che qualcuno ce l’ha fatta può aiutarti a pensare che puoi farcela anche tu ad essere chi sei e ad esprimere tutto il tuo potenziale.

Ho deciso per questo di chiamare questa serie di post “Storie di cuori ribelli”.

Oggi riprendo questa serie parlandoti di una grande rappresentante della psicologia contemporanea: Alice Miller.

La Miller (nata Alicija Englard) è stata una psicologa, psicoanalista e saggista svizzera.
Pratica la psicoanalisi per 20 anni, finchè decide di dedicarsi esclusivamente alla scrittura di saggi.

Si occupa in particolar modo di psicologia dell’età evolutiva, andando ad indagare le conseguenze degli abusi psicofisici subiti dai bambini sulla loro vita adulta e sul loro sviluppo psicologico.

E per abusi la Miller intende non solo quelli di tipo fisico, ma anche tutte le forme di esercizio del potere di un adulto su un bambino, basate sul principio che il bambino (in quanto soggetto più debole e da plasmare) deve adeguarsi ai desideri e alle aspettative dell’adulto.

Questa visione va ad aprire un ventaglio enorme di variabili e casi di possibili prevaricazioni di un soggetto più forte sul più debole.  Tutti questi casi sono accomunati dall’idea che qualsiasi bambino a cui non sia permesso di esprimere le proprie emozioni, anche e soprattutto quelle meno gradevoli e più disturbanti, sarà un bambino danneggiato.
Ed è qua che la Miller entra in conflitto con la Società internazionale di Psicoanalisi, che abbandona nel 1988. La donna infatti sostiene che il metodo psicoanalitico non permette alle persone di esprimere se’ stesse fino in fondo, perchè le mette di fronte all’impossibilità di provare sentimenti negativi per i propri genitori, e per questo impedisce di entrare in contatto con il proprio vero se’.
La Miller esprime questa idea di fondo in tutti i suoi saggi, e per questo sarà aspramente criticata ed osteggiata dalla maggior parte dei suoi colleghi, che la ritengono eccessivamente drastica nelle sue teorie.

Alice però non si lascia scoraggiare, anzi, e continua instancabile a portare avanti le sue idee, conducendo la sua battaglia per difendere il diritto di ogni bambino di essere ascoltato e difeso, e di ogni adulto di dare voce a quel bambino inascoltato che non ha avuto la possibilità di essere sentito quando era il tempo di farlo.

Le teorie della Miller non fanno sconti a nessuno, e leggere alcuni passi dei suoi libri è come ricevere un pugno nello stomaco, ma se c’è una cosa che puoi sicuramente imparare da una figura come la sua è il coraggio di portare avanti le tue idee anche e soprattutto quando tutti vogliono zittirti, perchè stai dicendo una verità scomoda, perchè stai parlando al cuore e alla pancia di chi ti ascolta.

La vita di questa psicologa controcorrente non è stata facile, e tuttora ci sono opinioni molto contrastanti circa le sue teorie, ma la mia impressione è che chi più si accanisce contro di lei, è chi di fatto si sente profondamente colpito dal suo pensiero, perchè sa nel profondo che sta parlando ad ognuno di noi, che più o meno intensamente, a vari livelli, e almeno una volta nella vita, siamo stati dei bambini che non sono stati ascoltati.

Anche tu ti trovi ogni giorno a fare i conti con la responsabilità di difendere i tuoi valori, oppure di fare finta di niente, lasciando i tuoi principi in un angolo, fino alla prossima occasione.

Allora pensare alla vita di questa donna coraggiosa può darti quel pizzico di coraggio in più, quanto serve per non scordarti dei tuoi valori, e per ricordarti quanto possa essere dannoso non permetterti di ascoltare quello che conta per te.

Assumerti la responsabilità del tuo benessere psicologico a volte può voler dire combattere una battaglia, innanzitutto dentro di te, per concederti il diritto di stare bene.

Ascoltare il bambino o la bambina dentro di te è un modo per dare spazio alla tua parte più autentica, ed anche vulnerabile. A volte può sembrarti difficile, perchè i bambini non sono ragionevoli come noi adulti, ed il tuo bambino o la tua bambina interiore potrebbe anche dirti cose che non hai voglia di ascoltare.  Di sicuro però potrà darti una visione delle cose creativa e vitale, che potresti avere scordato di avere, e che invece sta lì dentro di te.

Ma tu non arrenderti, datti questa possibilità, perchè solo allora potrai avere sperimentato che cosa significa (come dice la Miller) essere in contatto con il tuo vero Se’. Non credi che ne valga la pena?

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