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Storie di cuori ribelli: Edith Piaf. Il passerotto con una volontà di ferro.

Edith Giovanna Gassion nasce a Parigi nell’inverno del 1915.

Suo padre è un contorsionista che lavora nei circhi e sua madre una cantante che si esibisce per la strada.

Appena nata la piccola Edith viene affidata prima alle cure (che si scopriranno essere poi ben poco “accurate”) della nonna materna e poi a quelle della nonna paterna (tenutaria di una casa di tolleranza in Normandia).

Quando ha 8 anni il padre decide di portarsela con se’ nei suoi spettacoli itineranti, ed in queste occasioni Edith si esibisce cantando, in cambio di qualche moneta per permettere ai due di vivere.

Verso i 14 anni va a vivere con una coetanea a Parigi, ed insieme si mantengono esibendosi per le strade della capitale, fino a quando viene notata da un impresario che la fa esibire in pianta stabile nel suo locale di cabaret.

In questo frangente si guadagnerà il soprannome “Piaf” , che nell’argot parigino significa “passerotto”, e che diventerà poi il suo cognome d’arte.

Da qui partirà la sua carriera di cantante, sempre più apprezzata per la sua voce ruvida e appassionata, per le sue capacità espressive che coinvolgono un pubblico di volta in volta più vasto.

Parallelamente la sua salute peggiorerà gradualmente ma inesorabilmente: abuso di alcool e di farmaci per lenire i dolori di un fisico sempre più fragile.

Più il suo successo cresce, più la sua salute peggiora.

Ma Edith non si arrende, continua a cantare ogni volta in cui le è possibile, a scrivere canzoni e ad eseguire quelle create per lei dai grandi autori del tempo come Charles Aznavour, Léo Ferré, Eddie Constantine.

La sua vita personale è costellata di grandi e tragici amori, ma lei non rinuncia mai a lasciare spazio all’amore e alla passione. Il suo ultimo legame sentimentale importante è con un artista molto più giovane di lei, Theophanis Lamboukas, in arte Théo Sarapo, che sposa poco prima di morire.

Vive per poco tempo (muore a soli 48 anni), ma molto intensamente.

In pubblico si mostra sempre sorridente, senza mai ostentare la ricchezza accumulata con i suoi successi e soprattutto senza lasciare intravedere nulla delle sue difficoltà fisiche e personali.

Riesce a trovare una sorta di equilibrio tra la sua fragilità fisica ed emotiva, e l’espressione chiara e solida di un talento che non conosce dubbi.

Edith è un cuore ribelle, perché non accetta un destino che pareva già scritto fatto di povertà, precarietà e vita ai margini, costruendo con le sue sole forze un successo basato sulla voce e sulla sua forza espressiva.

Edith si ribella ad una fisicità tutt’altro che da diva, non si può certo dire che sia bella, eppure nel momento in cui si esibisce il pubblico va oltre il suo aspetto fisico, anzi, prova nei suoi confronti ammirazione e affetto per la forza e per le capacità che dimostra.

L’essenza del modo di essere di Edith Piaf è perfettamente riassunta in una delle sue canzoni più famose:

“Non! Rien de rien

Non! Je ne regrette rien

Ni le bien, qu’on m’a fait

Ni le mal, tout ça m’est bien égal!”

“No! Niente di niente

No! Io non rimpiango niente

Ne’ il bene, che mi è stato fatto

Ne’ il male, per me è lo stesso!”

Per lei non ci sono rimpianti, ogni cosa che ha vissuto ha avuto un senso, le ha insegnato qualcosa, sia il bene, che il male, e questa consapevolezza l’aiuta ad andare avanti, sapendo di avere la capacità di godere ogni momento così com’è, nel presente.

“Storie di cuori ribelli” sono una serie di post in cui ti racconto delle storie che sono accomunate da un unico filo rosso: parlano di persone che hanno fatto la differenza nei campi in cui si sono misurate, che con la loro vita possono essere fonte di ispirazione e di incoraggiamento per te che ti misuri più o meno di frequente con la questione di adeguarti alle regole, agli standard e ai percorsi che non sempre corrispondono con i tuoi desideri più profondi, con la tua vera essenza.

Perché sapere che qualcuno ce l’ha fatta possa aiutarti a pensare che puoi farcela anche tu ad essere chi sei e ad esprimere tutto il tuo potenziale!

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